lunedì 10 dicembre 2012

SKYFALL : RECORD negli USA

box office usa

Skyfall torna in vetta alla classifica americana, 918 milioni l’incasso worldwide!

di Leotruman

Incredibile risultato per Skyfall, nuovo film della saga di James Bond che è tornato in testa alla classifica americana al suo quinto weekend di programmazione! Oltre 900 milioni incassati worldwide, il miglior Bond di sempre. Male l’esordio del nuovo film americano di Gabriele Muccino, Quello che so sull’amore.



Sorpresa Skyfall, in un weekend americano di calma relativa pre-ciclone Hobbit (proprio come in Italia). L’ultimo film della saga di James Bond, giunto al suo quinto weekend di programmazione, ne ha approfittato per tornare in vetta alla classifica. L’incasso è di circa 11 milioni di dollari, sufficienti per il primo posto e per raggiungere l’incredibile totale di 261.6 milioni, 100 in più rispetto a Casino Royale e Quantum of Solace. Riuscirà a sfondare il muro dei 300 a fine corsa? Mojo lo confronta con Inception (uscito però d’estate): dopo lo stesso numero di giorni il kolossal di Nolan era a quota 248 milioni e chiuse a 292 milioni, con un quinto weekend proprio da 11 milioni. Impressionante è l’unica parola per descrivere il risultato mondiale della pellicola: siamo a quota 918 milioni di dollari, un dato mostruoso per una spy-story in 2D. Ricordo che in molti mercati europei Skyfall ha superato nettamente sia gli incassi di The Avengers che de Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno, mentre nel Regno Unito è record assoluto di sempre

Postato Screenweek.it

domenica 9 dicembre 2012

STEVEN SPIELBERG & BOND

saghe

Steven Spielberg
voleva dirigere un film
di James Bond
di
Andrea Francesco Berni


Steven Spielberg

Cubby Broccoli storico produttore di 007

In un articolo comparso sul Daily Mail, Steven Spielberg ha rivelato che in gioventù avrebbe voluto dirigere un film di James Bond, ma di non aver ricevuto l'approvazione dallo storico produttore della saga. Il regista ne ha parlato durante la campagna promozionale di Lincoln: un giornalista gli ha chiesto se ha apprezzato 007 - Skyfall, l'action movie di Sam Mendes che ha appena superato il record di vendite in Inghilterra. "Sì, l'ho visto una volta," ha spiegato Spielberg, "e lo rivedrò una seconda volta." Per poi aggiungere: “Mi recai da Cubby Broccoli (il soprannome del produttore Albert Broccoli), e gli chiesi se potevo dirigere un film di James Bond. Lui mi rispose di no. Non glielo chiesi mai più una seconda volta, e alla fine diressi la saga di Indiana Jones.” Un ripiego più che accettabile...

Crediti : Daily Mail

venerdì 7 dicembre 2012

è ufficiale : ASTON MARTIN Italiana

acquisizioni

L'AUTO di 007
diventa ITALIANA

Il fondo di Andrea Bonomi rileverà il 37,5% del capitale per 190 milioni di euro: la società valutata 940 milioni. Previsti investimenti per 625 milioni di euro nei prossimi 5 anni


MILANO - Dal prossimo anno, l'auto del spia più famosa di Sua Maestà batterà bandiera tricolore. Investindustrial, il fondo di Andrea Bonomi, ha annunciato di aver rilevato per 190 milioni di euro il 37,5% del capitale di Aston Martin, la supercar preferita di James Bond è stata valutata, complessivamente, 940 milioni. Investindustrial rileverà la maggioranza della casa automobilistica britannica dal fondo kuwaitiano Investment Dar. La transazione è soggetta all'ok dell'antitrust atteso per il primo trimestre 2013. Con il supporto di Investindustrial e del fondo Dar, Aston Martin investirà oltre 625 milioni nei prossimi cinque anni per sostenere il suo piano di crescita ed espansione a livello mondiale. Nel 2011, il gruppo automobilistico ha generato un giro d'affari da 634 milioni con un ebitda di 101 milioni.
Fondata nel 1913 a Londra, Aston Martin è diventata leggendaria negli ultimi 50 anni come l'auto di 007 in 11 dei film che hanno come protagonista James Bond. "Siamo davvero orgogliosi di iniziare questa avventura e investire in una icona globale, oltre che in uno dei marchi simbolo del "British style" - ha commentato Andrea Bonomi -. Non vediamo l'ora di lavorare con il management e con Investment Dar per realizzare anche con Aston Martin quel processo di trasformazione e ammodernamento che abbiamo ottenuto con successo in Ducati, grazie all'ampliamento della gamma di modelli e al rafforzamento della rete distributiva in tutto il mondo".

Crediti : Repubblica.it

La moglie di 007 : RACHEL WEISZ

belle e intelligenti


RACHEL WEISZla moglie di 007
È caleidoscopica, in lei si vorrebbero cogliere i frammenti di donne che vanno dall’appassionata Tessa Quayle di The Constant Gardener alla visionaria Ipazia di Agora, all’intensa Blanche DuBois di Un tram che si chiama desiderio a teatro, ma in realtà ci si trova di fronte una donna dalla bellezza disarmante, gli occhi misteriosi e la risata bassa (un uomo l’apostroferebbe con il termine sexy). Una poco generosa di parole. È una buona attrice che, al contrario di chi soddisfa nella performance pulsioni esibizioniste, dichiara di scomparire dentro ai suoi ruoli. «Mi nascondo, cerco di essere un’altra persona, è la mia forma di fuga. Ci si può annoiare di se stessi, no? È divertente essere qualcun altro, una fantasia. Ci sono forme sane di evasione e altre che lo sono meno, il mio lavoro ne offre tante. Io amo la recitazione, ma i red carpet sono un altro mondo fantasy. Non vado certo a comprare il latte vestita in quel modo, recito un personaggio. Ti fanno il trucco, i capelli, ti mettono addosso un abito e dei gioielli. È pretendere di essere altro, il gioco del “facciamo finta che…».

Nel caleidoscopio c’è anche Marta Shearing, la scienziata che affianca Jeremy Renner (il protagonista, non c’è Matt Damon) nel nuovo The Bourne
Legacy. «Marta è una donna che ama il suo lavoro, segue un progetto finanziato dal governo, ma non si pone le domande che dovrebbe, si troverebbe a riconoscere un compromesso morale». Finirà in una folle corsa, su una moto guidata da Jeremy: «Ero in sua balia, ma mi sono fidata di lui, ero così terrorizzata da non aver bisogno di recitare. Ho amato il livello di realismo del film, non avevo poteri speciali. Tutte le acrobazie sono vere e le emozioni non si possono spiegare, bisogna buttarsi, è come imparare una danza. Ho adorato lavorare con il regista Tony Gilroy. È un artigiano del dialogo, sempre in controllo, ma ama il caos nella recitazione, uno spirito rock’n’roll. Il film è crudo, eccitante, teso, cinetico, pericoloso, sexy». Cinetica e
caotica è anche la sua toccata-e-fuga a Londra, tre ore nel nuovo hotel Bulgari a Knightsbridge prima di riprendere l’aereo per New York. Presenta la campagna della collezione “Serpenti”, realizzata da Annie Leibovitz per il marchio romano di gioielleria e sorride riguardandosi nelle foto.

Può sembrare italiana. «Mia bisnonna lo era. Sono nata a Londra, da genitori non inglesi e io non lo sono nei colori». Madre analista austriaca e padre inventore ungherese. Ispirazione o eredità pesante? L’attrice ride. «Sembra esotico quando uno lo dice così, ma per me sono solo la mamma e il papà». Modella lo era stata a 14 anni, ma i genitori non approvavano: doveva finire gli studi (arriverà la laurea a Cambridge in letteratura inglese). Nelle immagini è irresistibile, una moderna Cleopatra. «Ma non mi suiciderei mai con un’aspide, sceglierei qualcosa di più veloce. Con i serpenti abbiamo un rapporto ambiguo. È iniziato tutto da Eva, la prima a scombinare tutto, a farsi tentare dall’albero della conoscenza. Anche io non avrei resistito, un mondo senza peccato non è realistico ». Intanto gioca con l’orologio firmato, le lussuose spire intorno al polso («adoro i gioielli vintage, questo è nuovo ma mi ricorda quelli degli anni 70»).

Il matrimonio con Daniel Craig lo scorso anno ha colto tutti di sorpresa, dopo la rottura del lungo fidanzamento con il regista Darren Aronofsky. «Ho scelto di fare l’attrice, non di essere una celebrità e non ho grandi problemi a gestire la mia privacy. So che ci sono dei posti dove posso essere fotografata, le première di un film, certi ristoranti a Londra, Parigi e New York. Ma non è stata così dura difendere la mia vita. Forse non sono così interessati a me!». In realtà è brava anche a schivare domande personali. Regina a parte, si rende conto di essere l’unica vera Bond Girl? «Veramente no. Sono soltanto i giornalisti a ricordarmelo! Lui è un grande attore e per me Bond è solo un personaggio che impersona». Inutile cercare di coinvolgerla nell’eterno dibattito su chi sia il miglior Agente 007 di tutti i tempi. «Mio marito, naturalmente, e non soltanto perché è mio marito… Preferisco Daniel a Sean Connery». Una risata chiude l’argomento anche se ammette che «non è stato un colpo di fulmine, siamo stati amici per anni». Cosa è successo dopo che avevano lavorato insieme a teatro nel 1994? Pare che lui abbia sempre avuto un debole per lei e la seconda volta, sul set di Dream House, film di Jim Sheridan con Naomi Watts (uscito in Italia all’inizio di agosto), non se la sia lasciata sfuggire. Ma persino la fede matrimoniale, così sottile, impone pudore romantico. 42 anni è l’età in cui si pensa che certe partite siano quelle giuste? «Lo so che invecchiando si diventa saggi e si accumula esperienza, ma in realtà io penso di sapere ancora meno quello che il destino ha in serbo per me». Vivere in America la pone di fronte a un’attitudine diversa da quella che l’ha formata. «Negli Stati Uniti la gente pensa che il successo sia un diritto. Credo sia il sogno americano, ognuno può farcela, se lavori duro, dimostri quanto l’hai fatto e ne sei orgoglioso. In Inghilterra era quasi imbarazzante essere ambiziosi. Ma forse ora è cambiato anche qui». Iconoclasta e irriverente, in passato ha detto di apprezzare un sana mancanza di rispetto delle regole. Continua a cercare di andare oltre i limiti? «Non lo faccio più per il gusto di essere trasgressiva, ma penso sia importante mettere alla prova l’autorità. Certo, diventare madre ti pone di fronte a qualcuno che a sua volta testa la tua autorità. Lo sto già sperimentando, e Henry (figlio di Aronofsky, ndr) ha solo sei anni!».

Tutti dicono che è smart. Non c’è regista o intervista che non lo rimarchi. Bisogna sottolineare che una bella donna è anche intelligente? Si finge indignata: «È scioccante! Ma sì, arriveremo mai al momento in cui non si dovrà ribadire che una donna attraente è anche sveglia? E perché lo dicono di me? (ride)». Una ricerca uscita in Inghilterra conferma che le donne avrebbero un I.Q. più elevato degli uomini. «Il cervello femminile è davvero diverso da quello maschile. Noi siamo meno orientate a raggiungere l’obiettivo, gli uomini sono più lineari mentre noi misuriamo potere e successo in modo diverso. Ma sfortunatamente il mondo l’hanno organizzato loro. Ci sono più cul de sac nei nostri pensieri, non siamo così dirette. Credo sia un grande errore cercare di eguagliarli, ma non sono sicura di come dovremmo essere». Qual è la sua qualità femminile più marcata? «Non finire quello che sto facendo perché trovo qualcosa di più interessante lungo il percorso, mi distraggo. Ma mi dico anche che talvolta le cose che uno ha intrapreso non necessariamente sono ciò che avrebbe dovuto fare».

Passione e impegno sembrano essere una costante dei suoi personaggi, ma lei davvero è così? «È una parte di me, ma non sto salvando il mondo. Sono totalmente dedicata nella recitazione, ma non salvo la gente come la Tessa di The Constant Gardener. Sarebbe bello riuscire a farlo anche attraverso il cinema». Chissà. Non si sa se 360, il film di Fernando Meirelles già uscito in America, arriverà in Italia, «un piccolo ruolo per ritornare a lavorare con lui». La sua parte non è entrata nel film To the Wonder, che Terrence Malick presenta a Venezia, ma ha già finito di girare Il grande e potente Oz. Nessun altro progetto cinematografico: vuole prendere del tempo per sé. L’orologio-serpente è lì a segnalare che è ora di ritornare a New York. A casa, nell’East Village, dove la sfida anglo-americana tra le spie di The Bourne Legacy e il Craig-Bond di Skyfall, diretto da Sam Mendes (con cui Rachel usciva una vita fa), rimarrà confinata a un mondo fantasmagorico.

giovedì 6 dicembre 2012

SKYFALL 007 RECORD nel Regno Unito

oltre la barriera del suono

007 - Skyfall
è il maggiore incasso
di tutti i tempi nel Regno Unito


Record su record per 007 - Skyfall: il 23esimo film della saga di James Bond rimpingua le casse della Sony e, mentre si avvicina sempre di più ai 900 milioni di dollari in incassi globali, diventa il maggiore successo di tutti i tempi in Gran Bretagna. La pellicola, infatti, ha raccolto in 40 giorni di sfruttamento ben 94 milioni di sterline, cioè 151 milioni di dollari, battendo il record di tutti i tempi precedentemente detenuto da Avatar. Un grande risultato per la Sony, la MGM e la Eon Productions. Ovviamente si tratta di un record che non tiene conto dell'inflazione, ma va ricordato che il film è uscito in 2D mentre Avatar era in 3D. A questo punto il film non dovrebbe faticare a raggiungere i 950 milioni di dollari globali a fine corsa, e se avrà particolare successo in Cina potrebbe anche ambire al miliardo. Intanto negli Stati Uniti il mese di novembre, grazie a Breaking Dawn - Parte 2, Ralph Spaccatutto e anche 007 - Skyfall, ha battuto il record di tutti i tempi con 1.08 miliardi di dollari in incassi negli Stati Uniti. Dall'inizio dell'anno negli USA sono stati incassati 9.86 miliardi di dollari, e probabilmente con dicembre verrà battuto un nuovo record storico di incassi annuali.

Crediti : badtaste.it

martedì 4 dicembre 2012

JAMES BOND INDESIDERATO IN CINA

Torture cinesi: perché lo 007 di Skyfall può non piacere a Pechino

di Marco Del Corona
Non è (ancora?) nei cinema cinesi il nuovo 007, “Skyfall”. Nelle settimane scorse tra Hong Kong e weibo era rimbalzata l’ipotesi che il film non avesse ricevuto l’ok dalle autorità di Pechino. Al netto di che cosa stia succedendo o sia successo nelle segrete stanze dei vidimatori/censori, non stupisce che qualche perplessità possa suscitare, anche se le magnifiche viste notturne di Shanghai sembrano ammiccare anche a un potenziale pubblico cinese.
 IN CARCERE Silva, l’antagonista di Bond interpretato da Javier Bardem, è un ex agente di sua maestà che fu di stanza a Hong Kong fino al passaggio della colonia britannica alla Repubblica Popolare (1997) e racconta delle terribili torture subite durante la sua detenzione proprio in Cina. Non solo: si apprende poi che il capo di 007, M (Judi Dench), aveva venduto il suo brillantissimo spione Silva ai cinesi in cambio di un tranquillo handover e della liberazione di diversi agenti. Infine, lasciando stare il torbido mondo delgioco d’azzardo di Macao con tanto di varani carnivori, l’innominata isola cinese abbandonata in fretta e furia dagli abitanti esibisce una grande statua realsocialista abbattuta: non se ne vede il volto, con appropriata scelta strategica, ma se quella è un’isola cinese non può non essere una statua di Mao Zedong. Anche qui: al netto dell’implausibilità dell’evacuazione come la racconta Silva/Bardem (ma non importa, è cinema, e l’isola abbandonata ha un suo fascino), un Mao abbattuto non è proprio in linea con i gusti estetici, e non solo estetici, della Cina.
NORDCOREANI IN SOCCORSO Si ipotizzava sul web che gli sceneggiatori potessero modificare i dialoghi trasformando i riferimenti alla Cina in rimandi alla Corea del Nord (che in fondo a Macao ha legami storici, lì vive paraltro il fratellastro del leader Kim Jong-un). Verrebbe a cadere però lo snodo dell’handover di Hong Kong. Ma forse per una platea come quella cinese un pizzico di incoerenza si può consentire. E i nordcoreani sono avvezzi a fare la parte dei cattivi, anche nella vita vera.

Crediti : CorrieredellaSera.it

lunedì 3 dicembre 2012

SKYFALL vicino al record


botteghino

Box Office Usa: Skyfall a un passo dal record ma Breaking Dawn non cede lo scettro

La top-ten americana dal 30 novembre al 2 dicembre 2012. Brad Pitt registra con Cogan il peggior incasso d’esordio della sua carriera

Nessuna novità sul podio degli incassi Usa, con Breaking Dawn – Parte 2 che domina ancora il box office con 17,4 milioni di dollari per un totale di 702 milioni di dollari raccolti in tutto il mondo in sole tre settimane. Skyfall è ancora secondo e aggiunge altri 17 milioni al suo “bottino” arrivando ad un totale di 246 milioni di dollari negli Usa (a un soffio dal record della saga di 250 milioni di dollari) e di 869 milioni di dollari worldwide. Resta terzo Lincoln, che incassa altri 13,6 milioni di dollari e si prepara ad essere uno dei favoriti alla corsa agli Oscar.