giovedì 7 marzo 2013

DANIEL CRAIG al 3° POSTO tra i famosi con cui vorrebbero tradire le donne


classifiche
Festa della Donna: con quali personaggi famosi le italiane “tradirebbero” il loro compagno?



In occasione dell’8 marzo, Casa.it (http://www.casa.it), ha voluto lanciare una survey per scoprire con quale personaggio famoso le donne italiane potrebbero tradire il loro compagno con un invito per una cena a lume di candela. I risultati spaziano dagli attori famosi, sia stranieri che italiani, ai comici, a chef stellati, senza dimenticare gli uomini di cultura. Una donna su tre vorrebbe invitare a casa propria George Clooney, l’affascinante attore e regista, che, ormai 51enne, continua a far sognare le italiane e viene scelto con il 30% delle preferenze anche tra le più giovani. Segue al secondo posto Ben Affleck (25% dei voti), mentre il terzo posto a pari merito (con il 13% delle preferenze) va allo 007 Daniel Craig e ad Orlando Bloom, il famoso Elfo della saga del Signore degli Anelli. In coda tra i “belli di Hollywood”, ma sempre molto apprezzati dalle italiane troviamo Leonardo Di Caprio e Will Smith. Anche gli Italiani famosi si difendono come candidati per il “tradimento” a cena dell’8 marzo. Al primo posto tra gli attori nostrani scelto dal 29% delle intervistate è il bellissimo, bravissimo e socialmente impegnato Raul Bova. A seguire, a sorpresa con il 17% delle preferenze, lo Chef Carlo Cracco che oltre ad essere giudicato estremamente affascinante, è stato scelto anche perché perfetto per rendere la cena davvero gourmet. A conferma che un buon compagno di cena deve saper far divertire una donna, troviamo in classifica, con il 13% dei voti Neri Marcorè, attore, comico e conduttore televisivo scelto per la sua simpatia. Sulla stessa lunghezza d’onda troviamo Maurizio Crozza, showman considerato uno tra i migliori talenti comici degli ultimi tempi selezionato per una cena all’insegna dell’ironia (10% delle preferenze). Nella classifica troviamo poi Alessandro Gassman, Luca Zingaretti, il celebre Commissario Montalbano, e Luca Argentero. C’è anche chi ai “belli” o “divertenti” preferisce gli “intelligenti” e dichiara di voler passare la serata della Festa della Donna a cena con uomini di cultura, compagni ideali per una conversazione piacevole e mai banale. Tra questi spiccano l’autore di Gomorra Roberto Saviano e Marco Travaglio, giornalista in prima linea nei fatti di cronaca giudiziaria e attualità politica. Se la Festa della Donna è la giornata dedicata all’universo femminile in cui le donne possono finalmente pensare a sé stesse e “staccare” dagli impegni di tutti i giorni, cosa c’è di meglio, per celebrare questa giornata in modo davvero memorabile, che prendersi una pausa … anche dalla dolce metà?

Link: L’impronta - Casa.it

mercoledì 6 marzo 2013

L'ALLIGATORE di 007


Un coccodrillo per James Bond
di Luca Bonacini



La letteratura è piena di leviatani, e di mostruosi animali mitologici che sbucano dalle acque scure di mille laghi d’Italia e d’Europa e spaventano da secoli gli abitanti di quei luoghi. Anche la Gran Bretagna ha le sue apparizioni misteriose, con il pluricelebrato “Mostro di Lochness”, e ora anche con un misterioso alligatore che sembra terrorizzare Londra. La notizia è rimbalzata dai siti più accreditati:“avvistato un alligatore gigante sulle rive del Tamigi”. Dopo un primo momento di incredulità il giallo sembra parzialmente risolto, l’avvistamento è vero, l’alligatore esiste, ma sottoforma di una perfetta riproduzione in materiale plastico, per giunta famoso visto che è stato protagonista nella scena della corsa di 007 sulla schiena degli alligatori nel celebre film con Roger Moore “Vivi e lascia morire”, lasciato incustodito in un pontile sulle rive del Tamigi. Svelato l’enigma? Sembra proprio di no, visto che si moltiplicano gli avvistamenti di strani animali nelle medesime acque. Chi ha visto una pinna, chi ha notato una sagoma scomparire sotto al pelo dell’acqua, fino a un vero e proprio avvistamento verificatosi pochi mesi fa. Non è la prima volta che si sentono storie del genere sulle fogne di New York, nonostante il parere degli esperti che reputano impossibile la vita del rettile in queste acque troppo fredde d’inverno c’è chi sostiene che l’esotico esemplare potrebbe trovare rifugio in anfratti del fondale dove andrebbe incontro a una sorta di ibernazione, visto che  si tratta di esseri a sangue freddo e con un metabolismo molto lento. Restiamo in attesa di nuovi sviluppi.



Fonti : The Times

martedì 5 marzo 2013

ADELE canterà nel nuovo 007


ADELE di NUOVO con JAMES BOND
di Manuela Puglisi
Pare che Adele abbia ceduto alle preghiere dei produttori e, dopo l'Oscar, tornerà a firmare la colonna sonora di James Bond


I produttori del franchise di James Bond, forti dell'Oscar per la miglior musica vinto con Skyfall, hanno chiesto ad Adele di firmare anche per il prossimo film. Lo riporta il Sun e aggiunge «I produttori sono entusiasti del successo della colonna sonora e sperano di replicarlo con la presenza di Adele nella prossima pellicola». Vorrebbero insomma che la cantante diventasse sinonimo di James Bond come lo è stata Shirley Bassey che ha firmato la title track di Goldfinger, Diamonds are Forever e Moonraker. Pare che la neomamma abbia accettato di lavorare al prossimo tema musicale della saga 007, ma ha ribadito qualche giorno fa che pubblicherà un nuovo album solo quando avrà qualcosa di cui cantare. Non ha certo bisogno di sfornarne un altro in fretta, il suo ultimo lavoro 21 è arrivato nel 2012 al quarto posto tra gli album più venduti di sempre nel Regno Unito e il più venduto negli Stati Uniti per il secondo anno di fila.


(fonti: Style.it - LaPresse - Foto Getty)

domenica 3 marzo 2013

UN MARTINI con BARBARA BROCCOLI E DANIEL CRAIG


Quel Martini 
in attesa di Daniel Craig
di Luca Bonacini



Dopo il viaggio, ci godemmo il tanto atteso Martini preparato con tutta la perizia possibile da Ilio Chiocci. Il bar Canova del Villa d’Este di Cernobbio era diventato Bond Point classic nel 2004 durante la reggenza dell’allora General Manager Ezio Indiani, a cui era stata consegnata l’esclusiva targa, posta subito dopo tra le bottiglie pregiate a simboleggiare l’appartenenza del bar Canova ai luoghi preferiti dall’agente segreto. 


Due anni dopo tornavamo al Villa d’Este, tempio di eleganza e di piacevolezza, da sempre il regno di Ilio Chiocci campione nell’arte del mixing e delle relazioni. Una sosta all’esclusivo hotel per salutare l’amico barman e poi raggiungere il set di Casinò Royale presso Villa Gaeta e Villa Balbianello, dove Pietro Carlo Ferrario era stato invitato a partecipare ad alcune scene. La serata prese subito una piega interessante, Ilio era in gran forma e snocciolava aneddoti a profusione sulla sua carriera, mentre era atteso Daniel Craig, ospite dell’Hotel da qualche giorno. L’attore benché al primo film di 007 era già stato preceduto dalla sua fama e un servizio d’ordine impeccabile lo proteggeva dagli scatenati fan. Una scelta molto discussa quella di scegliere quell’attore con i tratti somatici cosi diversi dai suo predecessori, e all’apparenza cosi inadatto al ruolo. 



I giornali del mondo avevano fatto un pandemonio scatenando gli appassionati di James Bond e arrivando a dividere in due partiti l’opinione pubblica: pro e contro Craig. Decidemmo di rimanere ancora un po’ al bar con la segreta speranza di incontrare Daniel Craig, ma anche conquistati dalla vita avventurosa di Ilio e dai fasti di quell’albergo cosi antico tra i migliori dieci al mondo, nell’esercizio del suo compito aveva conosciuto re e regine, capi di stato e attori famosi, ma ne parlava con la riservatezza che si addice al suo incarico, spesso aveva ricevuto confidenze da parte dei blasonati ospiti del Villa d’Este, e le custodiva, riuscendo lo stesso ad affascinarci nel narrarne le gesta, senza mai sconfinare nel gossip, del resto, non si resiste tanti anni al Villa d’Este se non si ha nel dna la discrezione. Quanti grandi nomi hanno solcato quella soglia, anche quando ancora non era hotel ma un esclusiva residenza nobiliare: Virgilio, Plinio, Shelley, Stendhal, Byron, Bellini, Rossini, Verdi, Listz, Puccini, e quanti divi di Hollywood soggiornarono a Villa D'Este da Greta Garbo a Bette Davis, da Elizabeth Taylor ad Alfred Hitchcock, da Clarke Gables a Gary Cooper da Mel Gibson a Woody Allen da Sharon Stone a Madonna, personaggi di grande notorietà che hanno scelto questa magione proprio per l'eccezionale cucina, le lussuose suite, gli elevati standard di servizio e di sicurezza. Ma quella sera Ilio volle farci un regalo, ben sapendo della nostra passione che dopo la costituzione del circuito ci aveva portato a realizzare un volume sui luoghi preferiti da Bond, inoltre sapeva che in uno dei lussuosi salotti vista lago dell’hotel, erano accomodati Barbara Broccoli e Michael G.Wilson figli di Cubby Broccoli nonché produttori di Casinò Royale, e di molti altri film della saga, insieme ai parenti più cari. Beh amici, quella sera Ilio Chiocci decise di contravvenire alla prima regola del capo barman, che consiste nel “non disturbare l’ospite”. Si avvicinò ai due famosi produttori inglesi e gli chiese di dedicarci qualche minuto. Forse sapeva di poter osare, ma rischiò comunque di indispettirli. La fortuna aiuta gli audaci. Andò bene, gli regalammo una copia del volume, furono gentili e cordiali, e ci scappò anche una foto. Terminato il Martini potemmo proseguire per il set. 
Grazie Ilio! 

da sx : Ferrario, Broccoli, Bonacini, Wilson, Chiocci




trionfa Skyfal fra i titoli homevideo più venduti


I titoli homevideo più venduti
di Antonello Rodio
Il ciclone Skyfall stravolge le classifiche di vendita: James Bond è il più venduto anche nei vari cofanetti. Subito nelle prime posizioni anche Argo, fresco di premio Oscar.

  

Il ciclone 007 si abbatte sulle classifiche di vendita e le stravolge. Appena uscito, Skyfall infatti conquista subito imperiosamente la vetta di tutte le graduatorie, e trascina con sè anche la raccolta dei film di 007 Bond 50 e perfino il cofanetto con i tre film interpretati da Daniel Craig. Ma anche Argo, fresco di premio Oscar e trascinato dalle tre statuette vinte, sale subito nelle prime posizioni di vendita sfiorando il podio generale. Tra le new entry anche Magic Mike e il blu-ray di Alla ricerca di nemo, mentre tengono ancora bene L'era glaciale 4: continenti alla deriva e Ted. Questa la classifica completa su elaborazioni a cura di Univideo su dati Gfk:

I Titoli più venduti
Skyfall
Bond 50
L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva
Daniel Craig 007
Argo
Ted
Alla ricerca di Nemo
Total Recall - Atto di forza
Step Up 4 Revolution
Magic Mike

I DVD più venduti
Skyfall
L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva
Argo
Daniel Craig 007
Ted
Bond 50
Ribelle - The brave
Step Up 4 Revolution
Magic Mike
Madagascar 3 - Ricercati in Europa

I Blu-ray più venduti
Skyfall
Bond 50
Daniel Craig 007
Argo
Alla ricerca di Nemo
L'Era glaciale 4 - Continenti alla deriva
Total Recall - Atto di forza
Avatar
Prometheus
Star Wars - La saga completa

Link: Movieplayer.it

sabato 2 marzo 2013

Judi Dench & Sherlock Holmes


Judi Dench 
ci racconta 
Sherlock Holmes



Sherlock Holmes potrebbe rivivere nell’ennesimo adattamento, questa volta televisivo: il film dovrebbe prendere spunto da Mrs. Hudson Diaries – A View From The Landing At 221B Baker Street, romanzo firmato dagli scrittori Barry e Bob Cryer, padre e figlio, i quali hanno fatto rivivere il mito dell’intelligentissimo detective narrato sotto un altro punto di vista. A raccontare la sua storia, infatti, non è più il fedele Dr. Watson, bensì Mrs. Hudson, la signora proprietaria dell’appartamento nel quale vive Holmes che, nell’eventuale adattamento, verrebbe interpretata dalla bravissima Judi Dench, perfetta per il ruolo anche secondo gli autori del libro. Al momento, tuttavia, non vi è alcuna conferma ufficiale della cosa, ma si spera davvero che la star accetti il ruolo.

Link : Zapster Blog

venerdì 1 marzo 2013

ex KGB : Gli 007 veri premiano quelli finti


Le mani dell'ex Kgb sul cinema: gli 007 veri premiano quelli finti
I servizi segreti russi distribuiscono onorificenze ad attori e autori e producono film. Per rifarsi l'immagine e orientare i giudizi su di loro

di Luciano Gulli



Ai tempi, se uno fosse stato così scemo da dire al compagno Stalin, scherzando, che un giorno il Kgb avrebbe sponsorizzato film di spionaggio, racconti polizieschi e thriller, e assegnato perfino degli Oscar scimmiottando Hollywood: ebbene, il cialtrone di turno avrebbe rimediato una buona quindicina d'anni di campo di lavoro alla Kolyma, a 50 sotto zero. L'accusa? Quella classica: disfattismo. Era l'epoca in cui la Russia era l'Urss e i cittadini di Mosca, se proprio dovevano passare sotto le finestre della Lubjanka, sede del Kgb, lo facevano trottando a occhi bassi, e affondando la testa fra le spalle, il colletto del cappotto rialzato. Al tempo delle grandi purghe si partiva da lì, da quel tetro palazzone di mattoni gialli (dopo aver visto due auto nere che parcheggiavano sotto casa e sentito il rumore di stivali nel corridoio). E dopo settimane di spaventosi interrogatori e di torture, non solo psicologiche, si procedeva per la destinazione finale: la Siberia. Lì, come poi raccontarono Solgenitsin e Salamov, ad attendere i «nemici dello Stato» c'erano lager, pala e piccone, fame, morte per assideramento, torture, fucilazioni. Storia passata. Quel palazzo però è sempre lì e anche se il Kgb oggi si chiama Fsb (è da lì, dai servizi segreti, che viene Putin) ricevere una telefonata da uno di quegli uffici mette sempre un filino d'inquietudine. Sicchè, quando lo scorso autunno il regista Karen Shakhnazarov sentì la voce del centralinista che diceva «qui la Lubjanka», deglutì in automatico un paio di volte, mentre la memoria gli riportava quel vecchio detto popolare che diceva così: «Il Palazzo della Lubjanka è il palazzo più alto di Mosca perché da lì si vede direttamente la Siberia». Lo cercava un burocrate per annunciargli che aveva vinto un premio. L'Fsb award, addirittura: quello che a Mosca chiamano «l'Oscar del Kgb». «Se sono stato contento?» commentò il regista, ridendo a denti stretti. «Sa com'è. L'istituzione che lo assegna ha una certa influenza...». È dal 2000, dall'anno in cui Vladimir Putin divenne presidente, che l'Fsb ha messo l'industria del cinema russo sotto il suo «alto patronato». Sono i gialli, i thriller, le spy stories la passione dei capataz dell'Fsb. E dal 2006 ecco anche l'«Oscar», che premia attori, registi, sceneggiatori che più realisticamente (e patriotticamente, s'intende) descrivono i caratteri e le storie dei personaggi legati ai «servizi» dello Stato. Niente statuetta dorata, a Mosca. Ma una scultura di vetro con lo stemma dell'Fsb: la spada e lo scudo. I galà, dice chi c'è stato, non hanno nulla da invidiare a quelli di Hollywood. Ma bisogna fidarsi sulla parola. Niente paparazzi, alla Lubjanka. E neppure tappeti rossi, o molesti giornalisti indipendenti. Solo poche centinaia di persone della Cinecittà moscovita e i pezzi grossi dei servizi segreti. In sé, la collaborazione tra cinema e «servizi» non è una novità. Ian Fleming, il creatore di 007, era stato un ufficiale dei servizi di sicurezza della Marina. E la collaborazione tra gli sceneggiatori e i «professionisti» veri è così stretta, negli Usa (vedi il recente Zero Dark thirty, che si è avvalso della collaborazione di molti agenti della Cia) da ispirare un libro che si intitola, appunto, «La Cia a Hollywood». A Mosca la faccenda è un po' più comica, e anche più imbarazzante. Perché il cinema serve a nobilitare il passato del Kgb e il presente dell'Fsb a prescindere; e a riscrivere -in rosa, naturalmente, a costo di distorcere la realtà- episodi sanguinosi di un passato recente che hanno avuto i «ragazzi» dell'Fsb per protagonisti. Ricordate per esempio l'assalto dei terroristi ceceni che nel 2002 presero in ostaggio gli 850 spettatori di un musical? Finì in un massacro. Nella trasposizione cinematografica, naturalmente, si salvano tutti, e i «ragazzi» dell'Fsb sono fortissimi. È la fiction, baby. Ma è dietro la fiction, come a Hollywood avevano capito già negli anni Trenta, che passa il messaggio.